L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n.77/E del 23/6/2017, ha fornito alcune precisazioni in merito al corretto periodo di tassazione della plusvalenza originata da un contratto di sale and lease back, ovverosia se sia possibile ripartirla lungo la durata del contratto di leasing - oppure no - nonché in ordine al momento a partire dal quale tale plusvalenza diventa imponibile ai fini delle imposte sui redditi, vale a dire se la tassazione decorrere dal momento della vendita del bene poi concesso in leasing oppure dal successivo momento di stipula del contratto di leasing. Al riguardo, è stato ribadito che, da un punto di vista contabile, la plusvalenza realizzata a seguito della vendita del cespite è imputata a conto economico a partire dal momento in cui decorrere il contratto di locazione finanziaria (nel caso di specie, dopo circa 2 anni dalla cessione del cespite) e ripartita lungo la durata del contratto stesso. L’Agenzia delle Entrate, rivedendo inoltre il proprio precedente orientamento (Circolare n.38/E/2010), in ragione del nuovo principio di derivazione rafforzata previsto dall’art. 83 del TUIR (introdotto dall’art. 13-bis del D.L. 30/12/2016, n.244), ha precisato che la medesima imputazione temporale prevista in ambito civilistico per l’operazione di sale and lease back assume rilevanza anche ai fini fiscali, con la conseguenza che la predetta plusvalenza concorre alla formazione del reddito a partire dal momento in cui inizia a decorrere il contratto di locazione finanziaria, dovendo, inoltre, essere ripartita in funzione della durata del contratto di leasing.
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L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n.74/E del 20/6/2017, ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale, ai fini dell’IRPEF, delle spese rimborsate dal datore di lavoro in relazione all’utilizzo del telefono cellulare per finalità anche aziendali da parte dei dipendenti. L’Agenzia ha precisato che, in sede di determinazione del reddito di lavoro dipendente, le spese sostenute dal lavoratore e rimborsategli in modo forfetario sono escluse dalla base imponibile solo nell'ipotesi in cui tale criterio forfetario sia stato previsto dal legislatore. Laddove, invece, il legislatore non abbia indicato tale criterio forfetario, i costi sostenuti dal dipendente nell'esclusivo interesse del datore di lavoro, devono essere individuati sulla base di elementi oggettivi, documentalmente accertabili, al fine di evitare che il relativo rimborso concorra alla determinazione del reddito di lavoro dipendente. Sulla base di tali presupposti l’Agenzia ha ritenuto che la parte di costo relativo al servizio di telefonia e al traffico dati rimborsata al dipendente sulla base di un criterio forfetario, non supportato da elementi e parametri oggettivi (es. numero e/o durata delle telefonate, ecc.), nel silenzio del legislatore al riguardo, non possa escluso dalla determinazione del reddito di lavoro dipendente.
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16 Giugno 2017 Published in Notizie

NEWS

Nell'area riservata ai Clienti è stata pubblicata la nuova News Letter riepilogativa dei principali accadimenti intervenuti (in ambito tributario e societario) nel periodo dal 2 al 16 giugno  2017.
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È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.135 del 13/6/2017 la Legge 22/5/2017, n.81 recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”. Tra le diverse disposizioni, si segnala che l’art. 9 della Legge n.81/2017 ha modificato il comma 5 dell’art. 54 del TUIR, prevedendo che “le spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, incluse quelle di viaggio e soggiorno sono deducibili nella misura del 50 per cento del loro ammontare”. È stato, inoltre, previsto che “Sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 10.000 euro, le spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi, comprese quelle di viaggio e soggiorno. Sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 5.000 euro, le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità, mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente. Sono altresì integralmente deducibili gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà”.
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