14 Giugno 2019 Published in Notizie

Novità

Nell’area riservata ai Clienti è stata pubblicata la nuova News Letter riepilogativa dei principali accadimenti intervenuti (in ambito tributario e societario) nel periodo dall’1 al 14 giugno.
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L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n.57/E del 7/6/2019, ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale da riservare a talune operazioni in valuta estera. In particolare, è stato chiarito che:
- con riguardo all’acquisto di valuta estera previa apertura del conto corrente espresso in valuta estera con contestuale prelievo dal conto liquidità espresso in euro, in applicazione del combinato disposto degli artt. 9 e 110 del TUIR, il costo fiscalmente riconosciuto della valuta estera corrisponde alla conversione in euro al cambio del giorno (o del giorno antecedente più prossimo e, in mancanza, secondo il cambio del mese in cui è stata sostenuta) in cui l’operazione di acquisto è effettuata;
- per quanto concerne l’acquisto di titoli azionari espressi in valuta estera, con prelievo dal conto in valuta estera, in applicazione dell’art. 9, comma 2, del TUIR, il prelievo della disponibilità liquida dal conto espresso in valuta estera per acquistare i titoli azionari - a prescindere se si tratta di immobilizzazioni finanziare o di titoli del circolante - determina il concorso alla formazione del reddito imponibile di periodo delle differenze di cambio, positive o negative, maturate fino a tale momento, essendo realizzato il differenziale di valore maturato dalla valuta estera tra la sua data di acquisto e quella di utilizzo per l’acquisto dei titoli. Di conseguenza, il costo fiscalmente riconosciuto in valuta estera dei titoli acquistati corrisponderà al costo di acquisizione, valutato secondo il cambio del giorno di acquisto o del giorno antecedente più prossimo e, in mancanza, secondo il cambio del mese in cui è stato sostenuto, in applicazione del combinato disposto degli artt. 9 e 110 del TUIR;
- con riguardo all’incasso di dividendi, la conversione dovrà essere effettuata secondo il cambio ufficiale in vigore al momento della percezione (ex art. 9 del TUIR). A tal proposito, configurando i dividendi incassati in valuta una posta monetaria, alla data di chiusura dell’esercizio questa dovrà essere convertita al tasso di cambio a pronti, con la conseguente emersione di una componente di reddito, positiva o negativa, che concorre alla formazione del reddito di periodo, la quale, in considerazione delle caratteristiche peculiari di liquidabilità di un deposito di conto corrente, rappresenta un provento/onere in valuta estera che risulta percepito/sostenuto;
- in merito allo smobilizzo dei titoli in portafoglio, le partecipazioni rientrano tra le attività non monetarie (OIC 26, § 7), con la conseguenza che le differenze cambio positive o negative non danno luogo a un autonoma e separata rilevazione, ma concorrono a formare le plus/minusvalenze da realizzo. In relazione al corrispettivo della cessione, quindi, emerge che, in applicazione del combinato disposto degli artt. 83 e 9, comma 2 del TUIR, lo stesso deve essere determinato applicando il cambio corrente alla data nella quale la cessione è stata effettuata. Le differenze cambio positive o negative non danno, quindi, luogo a un’autonoma e separata rilevazione, ma concorrono a formare le relative plus/minusvalenze da realizzo, con concorso alla formazione del reddito ai sensi di quanto previsto dagli artt. 86, 87 e 101 del TUIR;
- da ultimo, con riferimento alle valutazioni di fine esercizio: (i) l’eventuale differenziale, positivo o negativo, tra costo fiscalmente riconosciuto e valore di cambio della valuta estera alla data di chiusura dell’esercizio concorre alla formazione del reddito imponibile, in considerazione delle caratteristiche peculiari di liquidabilità di un deposito di conto corrente, che rappresenta un provento od onere in valuta estera che risulta percepito o sostenuto; (ii) in merito alla valorizzazione dei titoli ancora in portafoglio, per i titoli partecipativi le differenze cambio positive o negative non danno luogo a un’autonoma e separata rilevazione, così come per i titoli cui si applica la disciplina delle obbligazioni la valutazione secondo il cambio alla data di chiusura dell’esercizio non assume rilevanza ai fini fiscali (ex art. 110, comma 3, del TUIR).
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L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n.56/E del 6/6/2019, ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale da riservare agli utili percepiti da una persona fisica, derivanti dal possesso, al di fuori dell’esercizio di impresa commerciale, di partecipazioni qualificate, la cui distribuzione è stata deliberata nel 2016 e l’erogazione eseguita nel 2018. In merito, è stato precisato che, ancorché l’art. 1, comma 1006, della Legge n.205/2017 faccia riferimento: “alle distribuzioni di utili derivanti da partecipazioni qualificate in società ed enti soggetti all’imposta sul reddito delle società formatesi con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, deliberati dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al D.M. 26 maggio 2017”, sulla base di una interpretazione logico-sistematica, il regime transitorio trova applicazione per gli utili distribuiti anche sulla base di delibere adottate fino al 31/12/2017. Pertanto, in base al regime previgente di cui all’art. 47, comma 1, del TUIR, tali dividendi concorrono alla formazione del reddito complessivo del socio, da assoggettare ad IRPEF nella misura del: (i) 40% per gli utili prodotti dalla società fino all’esercizio in corso al 31/12/2007; (ii) 49,72% con riferimento agli utili prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31/12/2007; (iii) 58,14% con riferimento ai dividendi formati con utili prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31/12/2016. Al fine di consentire la corretta applicazione del regime transitorio, occorre che la società partecipata tenga separata evidenza delle riserve di utili prodotti, dandone separata indicazione nel “Prospetto del capitale e delle riserve” del quadro RS del modello di dichiarazione dei redditi. Si consideri, infine, che anche nella certificazione relativa agli utili e agli altri proventi equiparati deliberati fino al 31/12/2022 dovrà essere data separata indicazione degli utili distribuiti in relazione a ciascun periodo di maturazione.
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L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n.13/E del 31/5/2019, ha diffuso una “Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2018”, la quale tratta le spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, a detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione e per l’apposizione del visto di conformità. In particolare, la Guida costituisce una trattazione sistematica delle disposizioni riguardanti ritenute, oneri detraibili, deducibili e crediti di imposta, anche sotto il profilo degli obblighi di produzione documentale da parte del contribuente al CAF o al professionista abilitato e di conservazione da parte di questi ultimi per la successiva produzione all’Amministrazione finanziaria. È stato, inoltre, allegato un elenco esemplificativo delle dichiarazioni che possono essere rese dal contribuente per attestare le condizioni soggettive rilevanti ai fini del riconoscimento di oneri deducibili, detraibili o crediti d’imposta, la cui falsità comporta responsabilità penale ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. 28/12/2000, n.445.
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