L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’istanza di interpello n.205 del 9/7/2020, ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità che il deposito di somme su conti correnti cointestati con l’ex coniuge, a firma congiunta, i cui i reali beneficiari e proprietari esclusivi sono i due figli minorenni per esplicita volontà delle parti – al fine di adempiere all’accordo di divorzio – possa configurare un atto di liberalità indiretta e come tale determinare in capo alla cointestataria, il presupposto impositivo per l’applicazione dell’imposta di donazione. A tal riguardo, è stato precisato che elemento comune ad entrambe le forme di donazione, diretta o indiretta, oltre all’arricchimento del beneficiario, è l’animus donandi, il quale consiste nella consapevolezza di attribuire ad altri un vantaggio patrimoniale senza esservi in alcun modo costretti da un vincolo giuridico, o extra giuridico, rilevante per l’ordinamento. Pertanto, se l’attribuzione è posta in essere per adempiere ad un obbligo giuridico, come nel caso di specie, manca lo spirito di liberalità. È stato osservato, inoltre, che la cointestazione del conto avverrebbe con la modalità della firma congiunta, pertanto tale modalità non consente al singolo cointestatario di disporre del conto senza il consenso dell’altro. L’apertura del conto corrente cointestato rappresenta per gli ex coniugi uno strumento pratico, utile ai fini della raccolta e della gestione dei proventi a vantaggio familiare, nella fattispecie, ad esclusivo favore dei figli. È stato, quindi, ritenuto che la cointestazione del conto corrente a garanzia della sicurezza economica dei figli, in adempimento di un obbligo stabilito dal giudice in sede di sentenza di divorzio, non costituisce una forma di donazione indiretta in favore della cointestataria e, quindi, non integra il presupposto impositivo dell’imposta di donazione.
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L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n.19/E dell’8/7/2020, ha diffuso una “Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2019”, la quale tratta le spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, a detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione e per l’apposizione del visto di conformità. In particolare, la guida costituisce una trattazione sistematica delle disposizioni riguardanti ritenute, oneri detraibili, deducibili e crediti di imposta, anche sotto il profilo degli obblighi di produzione documentale da parte del contribuente al CAF o al professionista abilitato e di conservazione da parte di questi ultimi per la successiva produzione all’Amministrazione finanziaria. È stato, inoltre, allegato un elenco esemplificativo delle dichiarazioni che possono essere rese dal contribuente per attestare le condizioni soggettive rilevanti ai fini del riconoscimento di oneri deducibili, detraibili o crediti d’imposta, la cui falsità comporta responsabilità penale ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. 28/12/2000, n.445.
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03 Luglio 2020 Published in Notizie

Novità

Nell’area riservata ai Clienti è stata pubblicata la nuova News Letter riepilogativa dei principali accadimenti intervenuti (in ambito tributario e societario) nel periodo dal 20  giugno al 3 luglio, con allegato lo Scadenzario del mese di Luglio.
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L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’istanza di interpello n.198 dell’1/7/2020, ha fornito chiarimenti sulla possibilità di optare per il regime della cedolare secca in relazione ad un contratto di locazione avente ad oggetto un immobile commerciale per il quale, in sede di prima registrazione, è stata scelta la tassazione ordinaria, alla luce dei chiarimenti di prassi nel frattempo intervenuti. A tal riguardo, premesso che l’art. 1, comma 59, della Legge 30/12/2018, n.145 (cd. “Legge di bilancio 2019”) ha estenso la disciplina di cui all’art. 3 del D.Lgs. 14/3/2011, n.23 (c.d. regime della “cedolare secca”) anche ai canoni derivanti dalla stipula dei contratti di locazione, sottoscritti nel 2019, aventi ad oggetto immobili destinati all’uso commerciale classificati nella categoria catastale C/1 (Negozi e botteghe) e relative pertinenze (locate congiuntamente alle unità immobiliari C/1), è stato ritenuto che, nel presupposto della sussistenza di tutti i requisiti richiesti è sempre possibile sempre optare, con riferimento alle annualità successive, per il regime della cedolare secca presentando il relativo Modello RLI entro 30 giorni dalla scadenza di ciascuna annualità. Pertanto, considerato che nella specie il contratto ha avuto decorrenza dall’1/1/2019, l’opzione per la cedolare secca avrebbe dovuto essere esercitata, con riferimento all’anno di imposta 2020, entro il 31/1/2020, mentre, per l’anno di imposta 2021, l’opzione dovrà essere esercitata entro il 31/1/2021 e così via.
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